lunedì 20 agosto 2012

Bum! Silenzio..


“Metti giù quella pistola..”
Lei stava dritta davanti a me, e mi puntava quella vecchia pistola arrugginita, tenendola ben stretta nelle mani tremanti.
“No, Frank! Non metterò giù questa pistola! Non dopo quello che ci hai fatto.”
“Smettila! Di cosa stai parlando!? Metti giù quella MALEDETTA pistola!!”
Lo sapevo di cosa stava parlando, anche se non volevo ammetterlo, nemmeno con me stesso.
“Smettila tu, Frank! Adesso basta! Non puoi! Non puoi fare cosi tutte le volte e scampartela. Non puoi prenderti tutto ciò che vuoi, quando vuoi! Non è tutto tuo!”
“Lily..smettila..ascoltami..”
Supplicando lei con la voce, supplicavo me stesso nella mia mente che tutto quello che era successo non fosse vero. Io non avevo fatto niente, era LEI che aveva fatto tutto da sola.
“No, Frank! Tu ascoltami! Va bene..io me lo aspettavo! Lo sapevo che eri cosi. Ti ho fatto prendere tutto ciò che volevi da me, senza fare una piega. Ti ho dato veramente tutto, perché io non mi dò valore, e quindi mi sono ceduta a te. E poi mi hai semplicemente cancellato dalla tua vita, come tutte le altre prima di me.”
L’evidenza della mia ingordigia, frenetica, descritta li in due sole parole, in due sole persone. La sempre più forte necessità di placare il mio dolore fisico con questo falso amore. Dolore che questo tipo di amore stesso aveva causato. Una dopo l’altra.
“Ma LEI..”
“Lily..”
“ZITTO!! MALEDETTO!!” mi urlò a pieni polmoni, con gli occhi quasi fuori dalle orbite dalla rabbia, e dalla frustrazione. “ZITTO, MALEDETTISSIMO UOMO! LEI era diversa! LEI era speciale! Come hai potuto fare questo a LEI!? Non ti perdonerò MAI!! Avevi avuto già tutto quello che pretendevi da ME, perché hai dovuto pretenderlo anche da LEI!?”
La mia testa girava, come in balia di un vortice frenetico e irrefrenabile. I rimorsi crescevano e salivano dalle viscere e mi divoravano dentro.
“Cercavi di dividerci..”
“Cosa?! Quando..?!”
“Quella MALEDETTISSIMA notte, hai provato a dividerci?! Eri geloso, vero?! Perché lei mi amava, mentre a te non voleva dare NIENTE. L’hai costretta..con l’inganno..con false speranze!!”
Il cuore mi pulsava in gola, gli occhi sgranati in cerca di una via di fuga, ma nella piccola stanza ricolma di cose, tutte le SUE cose, non avevo via di scampo, e l’unica cosa che potei fare fu nascondere il mio viso tra le mani.
Sangue.
Sulle mie mani, sul mio viso.
Non era il mio.
“Ti ammazzerò! Ti ammazzerò per quello che le hai fatto!”
“Non sono stato io!”, e il panico si insinuava nei meandri della mia voce, tremante, che non riuscivo a controllare. “L’ho trovata già cosi..nella vasca..”
I suoi occhi mi fulminarono.
“Ce l’hai spinta tu! Maledetto! Lo sapevi! Lo sapevi quanto era fragile, quanto non avesse la forza di dare, se non a piccole dosi. E TU! TU MALEDETTO UOMO ti sei preso molto più di quanto sei mai riuscito a meritarti in tutta la tua vita! Me l’hai portata via, e poi l’hai lasciata SOLA!”
Il buio, per un attimo un ricordo. La sua mano. La mano di lei sul mio viso, che mi accarezza. Mi guarda, seria, non sorride. Come non sorride mai. Io che la trovo bellissima, nel suo fragile corpicino nudo da piccola donna, e io che la desidero. La bacio. Lei mi stringe ancora il viso, mi respinge un po’, e poi mi bacia, ancora. Poi si discosta, gira la faccia, turbata.
Lo vedevo. Ho visto la sua anima venirle via, strappata dalla forza del mio desiderio temporaneo, uscire da lei per penetrare in me.  Avevo risucchiato ogni goccia di lei, avidamente, egoisticamente. Non volevo. Non volevo che finisse cosi.
“Non volevo. IO NON VOLEVO!!”
“Lacrime di coccodrillo. Non credo alle tue lacrime! Sei un mostro ingordo, mai sazio, che ruba amore come gli fosse dovuto. Che lo pretende. FOTTUTISSIMO uomo, che non lo ha mai meritato, MAI! LEI invece! Lei era cosi fragile..non ne aveva mai preteso amore. MAI! Aveva paura di darlo e di riceverlo. Ma io sapevo amarla!! LEI era MIA!”
I suoi occhi oscillavano da un lato all’altro della stanza, la canna della pistola sempre puntata su di me. La corda che la teneva in bilico sul baratro della pazzia si era spezzata nel momento stesso in cui il sangue di LEI era sgorgato a fiotti dalle sue vene recise.
“Tu non le hai mai dato niente, e ti sei preso tutto. Prima da me, e poi da lei. IO ti ho dato tutto quello che volevi, quello che pretendevi, perché tu non lo chiedessi a lei. Adesso IO mi riprenderò ciò che tu LE hai rubato!”
L’indice della mano destra si mosse lentamente, nel gesto di premere il grilletto. Gli occhi puntati su di me, in un disperato, muto, grido di orrore, paura e gelosia.
 “Io non volevo..”
“LEI E’ MIA!!”
BUM!
Silenzio..

2 commenti:

  1. Questo è uno dei tuoi incubi? :O

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    1. Eh no. Questa volta è solo un racconto, frutto della mia fantasia di persona desta. :D

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